[…] Divenne per me chiaro il fatto che la religione aveva nella vita americana un ruolo molto più importante di quanto non avessi mai immaginato. Sembrava infatti evidente che ogni espressione della società americana […] si basasse su presupposti religiosi inconsci, profondamente radicati. L’America è uno stato immaturo, irrazionale, superstizioso, materialistico, intollerante, religioso, guidato da preti.
La General Motors è un’istituzione religiosa con i suoi preti, riti, dèi, santi, demoni. Adora la forza meccanica e il denaro. General Motors: protestante bianco.[…]
L’università di Harvard è un’istituzione affatto religiosa. Essa adora la forza intellettuale e s’aggrappa dogmaticamente ai tabù accademici e ai riti vuoti. Harvard: giudeo-calvinista bianco.[…]
La scienza stessa è una religione. Religione che difende fanaticamente i propri riti superstiziosi e le proprie zone di prerogativa sacerdotale. Giudeo-protestante bianco.[…]
Il governo americano - statale e federale - è una struttura religiosa monolitica. Cattolico-protestante.
Tale percezione aiuta a spiegare la repulsione istintiva dell’ordinamento intellettuale-commerciale-scientifico americano.
Pochi sono gli americani che abbiano superato il venticinquesimo anno di età e che non siano totalmente legati a un credo e a un modo di vita dogmatico, religioso. È intollerabile ammettere l’evidenza (comunque scientifica) che minaccia la struttura teologica.[…]
La General Motors difende il proprio Dio. Harvard difende il proprio Dio. Gli scienziati difendono il loro Dio.
Timothy Leary, Il Gran Sacerdote, 1968. Estratto dal Trip 15.