June 19, 2009
[…] c’era un derviscio che passava per il miglior filosofo di Turchia; andarono a consultarlo; Pangloss prese la parola e gli disse: “Maestro, veniamo a pregarvi di dirci perché un animale così strano come l’uomo è stato creato”.
“Di che t’impicci?” gli disse il derviscio “forse che ti riguarda?”
“Ma, reverendo padre,” disse Candido “è orribile il male che c’è sulla terra.”
“Che importa,” disse il derviscio “che ci sia del male o del bene? Quando Sua Altezza manda un vascello in Egitto, si preoccupa forse che i topi della stiva si trovino a loro agio o no?”
“Che bisogna fare dunque?” disse Pangloss.
“Tacere”. disse il derviscio.
Voltaire, Candido, 1759
June 18, 2009
Gli individui moralmente probi non hanno nessun vantaggio ovvio sui meno corretti all’interno della loro “tribù”, ma tribù composte da individui moralmente retti avrebbero facilmente la meglio sulle altre. Questa sarebbe selezione naturale.
Charles Darwin, L’origine dell’uomo, 1871
June 15, 2009
L’ingegneria genetica vegetale e animale sarà consentita per motivi economici e alla fine, inevitabilmente, ci sarà chi sperimenterà le tecniche sull’uomo. A meno che non si instauri un ordine mondiale totalitario, qualcuno da qualche parte progetterà esseri umani con caratteristiche migliori.
[…] Non intendo qui sostenere che l’ingegneria genetica umana sia uno sviluppo auspicabile; mi limito a osservare che probabilmente diventerà una realtà quale che sia la nostra volontà.
[…] In un certo senso la specie umana sarà costretta a migliorare le proprie qualità fisiche e mentale se vorrà affrontare il mondo sempre più complesso in cui si trova e se vorrà accettare nuove sfide, come il viaggio spaziale.
Stephen Hawking, “L’universo in un guscio di noce”, Scienza Oscar Saggi Mondadori, 2002
June 14, 2009
[…] la dama chiese perché ci fossero delle tragedie che ogni tanto venivano rappresentate, e che erano illeggibili. L’uomo di gusto spiegò assai bene come un lavoro teatrale poteva avere qualche interesse, senza possedere alcun merito; dimostrò in poche parole che non era sufficiente introdurre una o due situazioni che si possono trovare in tutti i romanzi, e che seducono sempre gli spettatori, ma che bisogna esser nuovi senz’esser bizzarri, spesso sublimi e sempre naturali; conoscere il cuore umano e farlo parlare; essere poeti senza che mai nessun personaggio dell’opera sembri poeta; conoscere perfettamente la propria lingua, parlarla con proprietà, con continua armonia, senza che mai la rima pregiudichi il senso.
un dotto del Candido, Voltaire, 1759.
Insomma, madamigella, sono esperta, conosco il mondo; concedetemi un divertimento, invitate tutti i passeggeri a raccontarvi la loro storia, e se ne trovate uno solo che non abbia maledetto spesso la propria vita, che non si sia detto sovente di essere il più infelice degli uomini, gettatemi pure in mare a testa in giù.
La vecchia del Candido, Voltaire, 1759.
June 11, 2009
May 30, 2009
April 28, 2009
April 17, 2009
April 14, 2009
April 12, 2009
April 8, 2009
Non si può costruire un mondo migliore per gli altri. Solo gli altri possono costruire un mondo migliore per sé stessi. Altrimenti è solo una gabbia. […]
Non venirmi a parlare di progresso. Il progresso significa solo che i guai arrivano più in fretta.
Terry Pratchett, Streghe all’estero, Salani 2009
April 5, 2009